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BULLPEN
In macchina con Manuel Bindi.
Scritto da Stefano Cappuccini   
giovedì 23 aprile 2009
Stefano Cappuccini intervista Manuel Bindi.

arezzo.jpgSiamo in macchina, di ritorno da Arezzo dopo il recupero infrasettimanale con il Montegranaro. Stiamo parlando di cosa non sia andato (abbiamo perso) e, anche se sono un pò di anni che calco i campi da baseball, come dopo ogni sconfitta provo sempre un senso di vergogna ed una voglia immediata di riscatto. Nonostante tutta la stanchezza! Come dico sempre 'il baseball ti spezza il cuore'.
Dopo ogni fine partita, il cellulare suona in continuo, telefonate dai compagni per parlare dei 'se' e dei 'ma' e dagli ex compagni di squadra che vogliono sentire come è andata.

Manuel Bindi, per tutti 'Bimbo', sta guidando. Dietro, nell'altra macchina ci sono Simone Fiorentini e il sempreverde Francesco Petruzzelli.
Chiedo al Bimbo se vuole essere intervistato per BASEBALLSTARS, sorride e mi dice che va bene...

Sei un mio ex compagno di serie A1 nel BBC e attuale team-mate ad Arezzo, diciamo che professionalmente ti ho visto crescere, hai lasciato presto la massima serie e ti ho ritrovato qualche anno dopo nel Rosemar in serie A2 completamente maturato e, a mio avviso, ancora più pronto per la serie A1.
So che diverse squadre in passato e nell'attuale serie A1 ti avrebbero voluto nelle loro file, la mia prima domanda è la seguente:
Vorrei sapere da te quali sono i motivi che ti hanno spinto a rinunciare alla massima serie?
In effetti ho giocato molto giovane nella massima serie, il primo anno fu nel '97 e ho giocato fino al 2003 quando avevo 25 anni, purtroppo per problemi di lavoro ho dovuto rinunciare. Lavoro anche il sabato mattina e a un'ora di distanza da casa: impossibile giocare in A1!Quanto condiziona il lavoro in uno sport che ti chiede l'impegno di un professionista?Il baseball è uno sport molto impegnativo. Giocando tre partite a settimana e facendo tre allenamenti, più almeno due allenamenti in palestra, per chi lavora tutto il giorno è molto difficile fare tutto con la concentrazione giusta, verrebbe a meno il rendimento che vorresti.
E' normale che chi gioca a baseball e basta come un professionista molte volte ha una marcia in più!
Quali suggerimenti ti senti di dare alla tua ex squadra, il BBC Grosseto?Sono tutti professionisti e nessuno dei giocatori ha bisogno di suggerimenti, dico solo ai più giovani di apprendere il più possibile dai giocatori più esperti, per poi metterlo in pratica nel momento in cui avranno la possibilità.
Un in bocca al lupo al BBC! Davvero un in 'bocca al lupo', il primo amore è il primo amore!
Quali tra i tuoi compagni nella tua carriera ti hanno impressionato di più?Carlos 'the chief' Quintana, Liu Rodriguez e Otis Green.
Carlos era un aspirapolvere in prima ed ottimo battitore. Liu Rodriguez ha le migliori mani da seconda base mai viste a Grosseto e Otis oltre a lanciare magnificamente, aveva anche un gran bel giro di mazza. Ah, dimenticavo, anche Emison Soto grande battitore di potenza e ottimo ricevitore oltre ad essere un mio grande amico!
Quale ricordo nella tua carriera ti è rimasto più impresso?Sicuramente la vittoria della coppa CEB e della coppa italia con BBC. Con il Rosemar la qualificazione per i play off di serie A2 e la vittoria della Coppa Italia. Certamente la vittoria, lo scorso anno, del campionato di serie B con l' Arezzo.Parliamo ora della serie A2. Pensi che in serie A2 ci sono dei giocatori che potrebero fare il famoso 'salto'Penso di  si, ho visto buoni atleti con tanta voglia di emergere.In A2 da quest'anno c'è il lanciatore straniero, cosa ne pensi?Il livello è molto più alto che degli anni passati ed è anche molto più stimolante. Trovarsi ad affrontare lanci a certe velocità ti stimola...ho già visto che nella seconda partita, quella dello straniero, la palla veloce non scende al di sotto degli 88 miglia orarie e le partite sono molto piu equilibrate e appassionanti.Per quali motivi hai scelto l'Arezzo?Me ne avevano parlato molto bene altri compagni che ci avevano già giocato e dopo un colloquio con il presidente Casalini mi sono reso conto che la società aveva prospettive future. Sopratutto voglia di vincere e la cosa mi ha fatto molto piacere visto che hanno puntato sulle mie doti di atleta per rinforzare la squadra. Sono veramente ottime persone dal presidente a tutti quelli che fanno parte della società.Chi saranno le prime due del torneo e dove arriverà l'Arezzo?Sicuramente l'Anzio ha un ottimo organico, tutti i giocatori hanno esperienze di  serie A1. Penso che potrà arrivare facilmente tra le prime due, tutte le altre squadre hanno ottimi lanciatori stranieri e molti buoni ASI (atleti di scuola italiana).
Se la giocheranno, è difficile fare un pronostico. L' Arezzo ha l'obbiettivo di salvarsi, quello che viene in più è tutto di guadagnato.
Cosa ne pensi del modello americano delle famose franchigie?Sarebbe un' ottima scelta, è la strada giusta per far fare il salto di qualità al baseball italiano e poter scoprire anche nuovi talenti che giocano in categorie inferiori!Chi ti conosce sa che sei 'quasi' venezuelano, come è nato questo amore?L' amore è mia moglie. Ed è venezuelana. Posso dire che quando giocavo a Grosseto ho subito legato molto con i venezuelani, mi sono piaciute molto la loro aggressività nel giocare e la loro naturalezza, fanno sembrare tutto molto facile, anche quando non lo è.
Comunque in tutti gli anni passati a Grosseto sono sempre stato circondato da sud americani che mi hanno sempre aiutato a migliorarmi, mi piace molto la loro mentalità nel campo e fuori, non si rassegnano mai fino alla fine. Sono anche grandi compagni al di fuori del campo da gioco

Ormai giunti alle porte di Grosseto, sospendiamo l'intervista, ci dobbiamo mettere d'accordo per gli allenamenti. In più dobbiamo tornare a riparlare della partita appena giocata e covare la voglia di riscatto che c'è in ognuno di noi.

Data di inserimento:
01/05/2009

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